UN POSTO NEL MONDO

Edizione 2021

Comunicato stampa

Un posto nel mondo”, manifestazione nata nel 2002, dopo l’anno di forzata sospensione per la pandemia chiama a raccolta tutto il mondo del volontariato, del terzo settore, le forze del lavoro e le istituzioni per rilanciare una rassegna ancora più necessaria: lo dicono i tempi difficili che stiamo attraversando, dovuti certo (ma non solo) anche alla pandemia che oltre alle emergenze sanitarie crea problemi sociali, sofferenze, ineguaglianze di ogni tipo, che se nelle nostre democrazie trovano qualche risposta, senz’altro nei paesi più poveri delineano scenari ancora più drammatici.

Fin dalla sua nascita, “Un posto nel mondo” è un progetto e non solo una rassegna, peraltro preparata grazie a molteplici e proficui incontri che si tengono durante l’anno. È infatti un progetto culturale di rete, che si propone di offrire percorsi di cinema e documentazione sociale sul territorio varesino, dove ogni associazione porta idee e conoscenze provenienti dalle esperienze e dal lavoro compiuto sul campo ogni giorno nel proprio settore specifico: un indubbio arricchimento e condivisione di saperi e punti di vista che diventa circolazione di informazioni e piccolo ma efficace gesto politico, perché crea sinergie costruttive, visioni differenti sui problemi, momenti autoformativi e informativi utilissimi per costruire questa iniziativa, che si propone di coinvolgere un pubblico più vasto ai temi sociali, anche grazie alla forza trainante del cinema e dei linguaggi audiovisivi.

La manifestazione, promossa da Filmstudio 90, Arci/Ucca, Acli e CGIL, si realizza in partenariato con il Comune di Varese, con il patrocinio di Agis Lombarda e FICE, Comune di Besozzo e Università degli Studi dell’Insubria. È realizzata in collaborazione con Abbasso la guerra OdV, Acli Terra, ACP, Africa &Sport, ANFFAS, Ass. Sir Jhon, Coop. Lotta contro l’Emarginazione, Coop. Sociale Mondi Possibili, Emergency Varese, Frame Project, Libera Varese, Il Sandalo, Missionari Comboniani, nAzione umana, Petali dal Mondo, Varese News, Yacouba.

La rassegna 2021 si terrà lungo l’arco di un mese, nel periodo 5 novembre/10 dicembre, con ben 30 appuntamenti, con epicentro Varese ma decentramento in diverse città della provincia (Besozzo, Cocquio Trevisago, Castiglione Olona, Gallarate, Saronno, Tradate, Uboldo) e a Balerna in Canton Ticino. Non un festival racchiuso in pochi giorni, ma un progetto che vuole raggiungere il territorio provinciale in sale cinematografiche e spazi culturali gestiti con passione da numerosi enti associativi.

Le varie sezioni che compongono il programma generale di “Un posto nel mondo” delineano ambiti diversi: se “Il racconto della realtà” propone film a soggetto e documentari spesso presentati in prima visione per la provincia di Varese, nel percorso “Sguardi sul lavoro” trovano posto immagini e temi di grande attualità. “Così lontano, così vicino”, sezione dedicata a tematiche umanitarie o a film sull’handicap, presenterà invece tematiche legate ai diritti umani e battaglie di impegno civile. Per “Storie di integrazione” film inediti racconteranno pagine drammatiche dell’immigrazione e inviteranno a riflettere verso quali scenari deve indirizzarsi la nostra civiltà, divisa tra forte globalizzazione e difesa delle minoranze e dei diritti di ognuno. Una novità introdotta quest’anno è “ Il tempo e le storie” dove racconti di vita e biografie personali non rimangono storie private ma coinvolgono tutti per la forza sociale delle esperienze narrate.

Come in passato, in alcuni eventi sono i registi stessi o professionisti dello spettacolo che partecipano alla proiezione e introducono le serate (Francesco Fei, Gaia Ceriani Franchetti, Lorenzo Scaraggi, Olmo Cerri, Sergio Basso, Anastasia Plazzotta, Moni Ovadia…), mentre in tutte le situazioni sono presenti le associazioni che partecipano al progetto. Un catalogo gratuito permetterà di orientarsi nel fitto calendario delle proiezioni, che sarà pubblicizzato anche sul sito di Filmstudio 90 e sarà reperibile in biblioteche, scuole e punti di incontro.

Alcune segnalazioni dal ricco programma: la serata inaugurale del 5 novembre presenta una prima visione, MI CHIEDO QUANDO TI MANCHERO’ di Francesco Fei, che sarà presente al Cinema Nuovo: un road movie attraverso confini fisici e mentali, in fuga dal passato e in cerca di un futuro ancora possibile. Sempre al Nuovo, durante il mese, altri coinvolgenti film di fiction, di grande interesse sociale: si tratta di THE SPECIALS di Erik Toledano e Olivier Nakache, in occasione della Giornata Europea del cinema d’essai, con presentazione a cura di Anffas Varese e di ANTIGONE di Sophie Deraspe, che trasporta nell’epoca attuale la famosa tragedia di Sofocle. Nella sala di viale dei Mille anche tre documentari inediti: IO RESTO di Michele Aiello, che descrive l’emergenza Covid all’ospedale pubblico di Brescia, e LA RUOTA DEL KHADI – L’ORDITO E LA TRAMA DELL’INDIA di Gaia Ceriana Franchetti (presente in sala), dove incontriamo l’India e il lavoro nell’ambito della tessitura in un viaggio che la regista ci fa compiere con il prezioso contributo della testimonianza di Tara Gandhi Battacharjee, nipote del Mahatma (con un videomessaggio iniziale di Tara Gandhi, in esclusiva per Varese). E ancora, il 18 novembre, NON HO L’ETA’ del ticinese Olmo Cerri, che racconta quattro storie di migrazione italiana che hanno avuto luogo in Svizzera negli anni del boom, quelli in cui imperversava la passione per la canzone “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti.

Domenica 7 novembre, al Cinema Duse di Besozzo (in collaborazione con Progetto LiberaMente) Moni Ovadia introdurrà la proiezione del film IL DIRITTO ALLA FELICITA’ di Claudio Rossi Massimi: il film, una vicenda tenera e profonda, è la storia di un incontro tra generazioni, nazionalità ed esperienze di vita diverse, con le belle interpretazioni di Remo Girone, dello stesso Ovadia e del giovanissimo Didie Lorenz Tchumbu.

Una serata di grande valore musicale, antropologico ed etnologico è in programma a Varese, Cinema Nuovo, giovedì 11 novembre. E’ affidata infatti a Ezio Vaccari (Università degli Studi dell’Insubria) la presentazione di RADICI – VIAGGIO ALLE SORGENTI DELLA MUSICA POPOLARE, diretto da Luigi Faccini, che ripercorre con immagini inedite e preziosi materiali dell’Istituto Luce le tappe del viaggio in Italia che i due ricercatori Lomax e Carpitella fecero nel 1954-55, registrando e salvando tutto ciò che stava per scomparire nella vorticosa trasformazione socio-economica del nostro paese sfociata nel boom economico degli anni ’60.

Due giorni dopo (sabato 13 novembre, ore 20.30, all’interno del Festival Glocal organizzato da Varese News) a Varese, Ville Ponti, è prevista una serata di grande attualità dal titolo “ La guerra non è come viene raccontata”. Stefania Maurizi sarà presente per la presentazione del suo libro “Il potere segreto – Perché vogliono distruggere Julian Assange e Wikileaks” (ed. Chiarelettere), Saranno proiettati estratti dalla trasmissione RAI Presa Diretta dedicata all’argomento.

Spostiamoci a Saronno, salone Acli, dove sono in programma due serate a ingresso gratuito, con i documentari MADRE NOSTRA di Lorenzo Scaraggi (presente in sala), un viaggio alla riscoperta di un’arte antica, quella di lavorare la terra (film che sarà replicato anche a Caldana/Cocquio Trevisago) e SEMBRADORAS DE VIDA di Diego Sarmiento, dove cinque donne degli altopiani andini cercano di mantenere un modo tradizionale e organico-biologico di lavorare la terra (replica del film a Castiglione Olona).

Quattro i film presentati a Balerna (Cantone Ticino), sala ACP: il 13 novembre IN PRIMA LINEA di Matteo Balsamo e Francesco Del Grosso (la guerra raccontata attraverso l’obiettivo di tredici fotoreporter e DIMMI CHI SONO di Sergio Basso, che racconta la storia di una tredicenne nata in un campo profughi nepalese. Il 27 novembre invece THE MILKY WAY- NESSUNO SI SALVA DA SOLO di Luigi D’Alife e EUROPA di Haier Rashid, dedicati al dramma delle migrazioni (questo è presentato anche a Uboldo il 16 novembre, a cura di Acli Terra).

Molto curiosa e intrigante la programmazione che si svolge al Cineclub Filmstudio 90 di Varese (ingresso con tessera): da venerdì 19 novembre a domenica 21 novembre, in prima visione, un film presentato insieme all’associazione Africa &Sport, L’AFIDE E LA FORMICA di Mario Vitale, che racconta la storia di Fatima, un’adolescente musulmana, la cui determinazione e vitalità contagerà un ex maratoneta tanto da decidere di allenarla per farle vincere la sua corsa più importante, quella della vita. Nel cast, Giuseppe Fiorello, Valentina Lodovini e Alessio Praticò.

Sempre al cineclub varesino MARX PUÒ ASPETTARE di Marco Bellocchio (dedicato a Camillo Bellocchio, fratello gemello di Marco, che nel 1968 si tolse la vita, all’età di 29 anni)e HASTA LA VISTA di Ameen Nayfeh, che Anffas Varese presenta in occasione della Giornata mondiale dei diritti delle persone con disabilità. Qui Jozef, Philip e Lars sono tre ragazzi belgi disabili: il primo è cieco, il secondo paralizzato dal collo in giù, il terzo costretto su una sedia a rotelle . Sono amici, amano il vino, le donne e a bordo di un furgone attrezzato, guidato dalla risoluta infermiera Claude, intraprenderanno il viaggio che metterà fine alla loro giovinezza. In programma ancora, sabato 4 dicembre, un incontro con Anastasia Plazzotta, fondatrice di Wanted Cinema, che parlerà di distribuzione indipendente e presenterà SPIN TIME – CHE FATICA LA DEMOCRAZIA! di Sabina Guzzanti, lucido racconto di un esperimento sociale al quartiere Esquilino.

La rassegna raggiunge anche l’Università il 29 novembre, quando Giuseppe Muti presenterà presso l’Aula Magna LETIZIA BATTAGLIA – SHOOTING THE MAFIA di Kim Longinotto. Vita e carriera della famosa fotoreporter, dal lavoro sulle strade per documentare i morti di mafia, all’impegno in politica, Battaglia è stata una figura fondamentale nella Palermo tra gli anni Settanta e Novanta.

A Tradate, Cinema Paolo Grassi, giovedì 2 dicembre l’associazione Petali dal mondo introdurrà un altro film inedito, IN MANI SICURE – PUPILLE di Jeanne Herry: Théo è figlio di un parto in anonimato e dichiarato adottabile in poco tempo. Alice sogna da dieci anni di diventare madre. Ma le cose non sono così semplici. Prima che Théo e Alice si trovino è necessario un percorso burocratico e psicologico.