Un posto nel mondo 2019

Percorsi di cinema e documentazione sociale

Varese e provincia, 7 novembre – 7 dicembre 2019

 

Cliccare di seguito per scaricare il Programma UN POSTO NEL MONDO 2019

 

“Un posto nel mondo”, progetto nato nel 2002 ad opera di numerose associazioni, forze del lavoro ed enti locali sensibili alle problematiche sociali, si è prefisso fin dalla nascita di promuovere urgenti riflessioni su argomenti di rilevanza sociale, utilizzando soprattutto il cinema e la comunicazione audiovisuale. L’iniziativa, giunta nel 2019 alla 18ª edizione, ha rafforzato nel tempo il coinvolgimento di ambiti diversi, chiamando a raccolta tutto il mondo del volontariato e del terzo settore e costruendo importanti rapporti il mondo del lavoro e le istituzioni: al consolidamento della manifestazione ha senz’altro contribuito la scelta di legarsi alle esperienze già in atto nel nostro territorio e alle “buone pratiche” intraprese da chi, in provincia, opera costruttivamente in ambito sociale, sia sul terreno del servizio all’utenza che nell’ambito della comunicazione.

Per questo, lo diciamo da sempre, “Un posto nel mondo” è un progetto e non solo una rassegna, peraltro preparata grazie a molteplici e proficui incontri che si tengono durante l’anno. È infatti un progetto culturale allargato, dove ogni partecipante ed ogni associazione portano idee, esperienze, conoscenze provenienti dalle esperienze e dal lavoro compiuto sul campo quotidianamente. È in questo anche un gesto politico, perché cerca sinergie costruttive, visioni condivise, momenti formativi e informativi veicolati dal coinvolgimento favorito dal cinema e dai linguaggi dello spettacolo dal vivo, come la musica e il teatro, che con alcuni eventi arricchiscono il programma.

La manifestazione, promossa da Filmstudio 90, Arci/Ucca, Acli e CGIL, si realizza in partenariato con il Comune di Varese, con il patrocinio di Agis Lombarda, Comune di Besozzo e Comune di Comerio. È realizzata in collaborazione con ACP, Ass. per la Pace e la Convivenza di Sesto Calende, Ass. Sir Jhon, Cittadini del Mondo, Comitato territoriale seconda marcia mondiale per la pace e la nonviolenza, Coop. Lotta contro l’Emarginazione, Comitato Progetto Chernobyl, CPIA, Mondi Possibili, Fridays For Future Varese, Yacouba, Libera, Missionari Comboniani, nAzione umana, Parrocchia di Azzate, Parrocchia di Induno Olona, Petali dal Mondo.

La rassegna 2019 si presenta davvero ricca e articolata e si realizzerà lungo l’arco di un mese, nel periodo 7 novembre/7 dicembre, con 30 appuntamenti complessivi. L’epicentro è Varese, ma il progetto toccherà diverse città della provincia (Azzate, Besnate, Besozzo, Castelveccana, Castiglione Olona, Comerio, Induno Olona, Sesto Calende, Quinzano di Sumirago, Tradate, Uboldo, Balerna in Canton Ticino) e coinvolgerà anche le scuole. L’iniziativa infatti si propone di coinvolgere ancor più che in passato soprattutto i giovani, che potranno accostare in modo inedito e coinvolgente il mondo dei film e dei documentari a tematica sociale.

Le varie sezioni che compongono il programma generale di “Un posto nel mondo” delineano comunque ambiti variegati: se “Il racconto della realtà” propone film a soggetto e documentari spesso presentati in prima visione per la provincia di Varese, nel percorso “Sguardi sul lavoro” trovano posto immagini e temi di grande attualità. “Così lontano, così vicino”, sezione dedicata a tematiche umanitarie o a film sull’handicap, presenterà invece tematiche legate ai diritti umani e battaglie di grande valenza civile. Per “Storie di integrazione” film inediti racconteranno pagine drammatiche dell’immigrazione e inviteranno a riflettere verso quali scenari deve indirizzarsi la nostra civiltà, divisa tra forte globalizzazione e difesa delle minoranze e dei diritti di ognuno.

Film di coerente impegno civile e di denuncia, storie coinvolgenti, testimonianze originali possono essere veicolo di nuove consapevolezze, ma quest’anno la rassegna cerca di suggerire che nuove strade sono possibili, aprendo qualche utile spiraglio alla necessità di superare ostacoli e contraddizioni e mostrando, in alcuni casi, la forza di “buone pratiche” in campo sociale, sia nella ricerca di vie nuove per l’integrazione e la solidarietà (spesso veicolate dai giovani, come in Fiore gemello di Laura Luchetti, o da persone decise a nuove forme di testimonianza, come in Dove bisogna stare di Gaglianone e Collizzolli), che per personali scelte di vita aperte alla speranza (e qui i riferimenti sono  Karamea di Marco Gianstefani e La fattoria dei nostri sogni, di John Chester).

Se Dafne e Mio fratello rincorre i dinosauri ci portano a incontrare e affrontare la ricchezza della disabilità, Styx di Wolfgang Fischer (uno dei film europei più premiati della stagione) ci pone di fronte domande ineludibili sulla necessità del coinvolgimento personale, tema che ritroviamo fin dalla serata di apertura, dove un film concerto curato dal regista e musicista Alessandro Scillitani, Dalla parte sbagliata, ci prende per mano lungo i viaggi compiuti con Paolo Rumiz  per parlare di nuovi diritti tra il Mediterraneo e l’Europa. Una storia quotidiana di accoglienza è anche nel francese Quel giorno d’estate, di Michael Hers, che ci suggerisce la via, a volte in salita, del prendersi cura.

Ma la rassegna, che presenta anche il sorprendente, lucidissimo film coreano vincitore a Cannes (Parasite, di Bong Joon Ho) presenta numerosi film inediti, come il documentario Storie di pietre di Alessandro Leone, premio Rai al Festival di Trento, girato tra le macerie di Frascaro di Norcia dopo il terremoto del 2016, mentre in Effetto Domino di Alessandro Rossetto con un racconto di fiction assai verosimile si indaga nelle speculazioni immobiliari nel ricco nord-est.

Cinema d’autore (come quello di Markus Imhoof, con il suo struggente Eldorado, viaggio tra i ricordi d’infanzia, quando i non voluti erano gli italiani, e gli esclusi di oggi) e film di inchiesta (The true cost, sul costo dei vestiti che indossiamo), e film sulla memoria del lavoro e del territorio (Il pianeta in mare di Andrea Segre, che racconta l’odierna realtà di Marghera) si accompagnano a ritratti di figure che hanno raccontato passioni e battaglie dei nostri tempi, come in Letizia Battaglia – Shooting the mafia di Kim Longinotto, mentre altri due ottimi film di finzione, Oro Verde di Cristina Gallego e Ciro Guerra e Carmen Y Lola dello spagnolo Arantxa Echevarria, ci portano tra passato e presente in viaggi dolorosi tra tradizione e modernità.

In cartellone ancora alcuni eventi speciali: alla Sala Montanari, il 29 novembre, L’inizio della fine delle armi nucleari apre una serata all’insegna di una nuova ricerca di pace, mentre lo spettacolo teatrale Ginestre porterà a Varese, sul palco del Cinema Teatro Nuovo, uno spettacolo tratto dal libro “Essere esseri umani” di Marta Zighetti e interpretato da attori detenuti, tra ferite, sogni e sguardi sul futuro. Temi intimi, poesia e passione civile anche in un altro evento speciale, il concerto di Patrizia Laquidara, C’è qui qualcosa che ti riguarda: il suo brano Il cigno ha vinto quest’anno il Premio Amnesty International come migliore canzone sui diritti umani.

Come sempre, spesso gli incontri vedono la presenza di operatori sociali e culturali, mentre un catalogo illustrato accompagna la rassegna e favorisce utili approfondimenti.